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giovedì, ottobre 15

CLIMATE CHANGE - 15 OTTOBRE 2009 -

Nel mondo si fa un gran parlare di Global Warming, purtroppo meno in Italia.

Qui da noi è visto come qualcosa di lontano, non interessante e non attinente alla nostra realtà.
Il problema si pensa sempre che sia limitato a qualche sperduto posto ai tropici o al polo.
Quando le conseguenze dei cambiamenti climatici arrivano sui giornali è perché qualcuno ha fatto delle proteste molto scenografiche (Governo delle Maldive sott'acqua) o arrivano foto molto commoventi (orsi al polo).

Peccato che nessuno si fermi mai pensare che questi cambiamenti ci sono molto più vicini e ci riguardano tanto. Non voglio parlare di come sarà il futuro dei miei figli (che peraltro al momento non ho), ma io parlo di quello che potrò o non potrò fare io nei prossimi anni.

Le cose che se va avanti rischio di non poter più fare sono:
- sci alpinismo
- scalare le cascate di ghiaccio
- sport fluviali come il rafting (con divertimento)

Io mi sono dato allo sci alpinismo (in realtà snow) all'incirca 6 anni fa.
Ho mosso i primi passi nel comprensorio del MonterosaSki, facilitato dalla presenza di una quantità astronomica di neve.
Mossi i primi passi mi son dovuto subito fermare per i successivi 4 anni, causa la mancanza di neve (non sono cosi esperto da andarmi a cercare i fuoripista oltre i 3mila, e non avevo ancora tutta l'attrezzatura).
Si potrebbe pensare che questa sia una situazione normale ma non lo è! Nel comprensorio c'è Alagna, che si definisce "Freeride Paradise" perché li i fuoripista sono molti e facili da raggiungere. Per facilitare questo stanno costruendo una nuovo impianto che porta solo ai fuoripista.
Unico problema è che per frequentarli (in modo divertente) non c'è la neve.
Il problema della poca neve non è solo limitato alle attività di scialpinismo/fuoripista ma provoca problemi anche ai normali sciatori. Negli anni di penuria di neve la neve non c'era nemmeno in pista (tanto che un anno l'hanno dovuta sparare fino a metà stagione esaurendo le scorte d'acqua e rischiando la chiusura e tutto ciò a Gressoney), ed ogni anno sciare sui ghiaccia diventa meno divertente perché si restringe la parte percorribile.

La mancanza di neve è legata anche alla mancanza di freddo, cosa che rende difficile la formazione di cascate sicure. E io che già non sono poi cosi convinto delle cascate se non le trovo nemmeno sicure sarà difficile che le provi.

Ora dato che non nevica, non fa freddo il risultato è che al disgelo nei fiumi c'è meno acqua. Il fatto che ci sia meno acqua fa si che i torrenti/fiumi abbiano una portata minore e quindi frequentarli diventa meno avventuroso e divertente.

Ovviamente tutto queste cose portano ad altre conseguenze più serie come la mancanza di acqua per i campi, ma sono discorsi per me troppi seri e che risulterebbero lontani dal mio vivere di tutti i giorni.

Alla fine penso che provare a cambiare le cose cambiando le nostre abitudini si può, e che bisognerebbe provarci.
Lo dico non solo per buonismo ma anche perché ho letto quali sono le soluzioni che potrebbero essere messe in atto per contrastare questi cambiamenti diversi dal cambio di abitudini e sono agghiaccianti. Diciamo che se ci va di culo ci troveremo a vivere in un mondo fatto cosi:




vabbe magari non proprio cosi (mancarenno gli androidi e i viaggi nello spazio) ma c'è davvero gente che sta studiando come sistemare il clima usando alberi ogm mangia anidride carbonica, nuvole di zolfo, e altre simili amenità.

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