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lunedì, febbraio 22

MONTICCHIO

Sabato siamo stati sul Monticchio, è una cimetta di fianco a Bielmonte.
Il dislivello è stato un po poco ma noi abbiamo allungato fermandoci durante la discesa e risalendo per scendere sull'altro pendio.
Sabato è stato molto utile in quanto ho capito alcune cose sullo snow alpinismo:
- fare la traccia è davvero difficile e noi sabato l'abbiamo dovuta fare tutta (si sprofondava fino al ginocchio)
- se qualcuno ti parla bene di un pendio, ti dice che lo ha gia fatto è sempre il caso di chiedere quanto tempo fa, magari in 25anni gli alberi crescono
- non capirò nulla di neve e sue trasformazioni ma la via di discesa in genere la trovo e non sbaglio molto
- sentire qualcuno dire: "quando sei arrivato la neve si è mossa" e ti poi ti fa vedere la crepa sul manto nevoso non è per nulla bello
- una persona che ti sta a culo in salita e non ti da il cambio per la traccia, da davvero fastidio e ti voglia di mandarlo a quel paese il tizio

Ecco qualche foto:






lunedì, febbraio 1

QUASI DOPPIETTA

Sabato sono quasi riuscito a fare la doppietta.
Non parlo di sesso ma di due uscite (e cime) di snowalpinismo in un giorno.
Il tutto reso possibile dalla luna piena.

Il primo giro in mattinata l’ho fatto da solo e sono stato sul Resegone partendo da Morterone.
Il giro non è stato nulla di che come sciate a causa della mancanza di powder e presenza solo di alte gobbe.
La cosa che mi ha più colpito è stata la quantità di gente che c’era sul percorso! In vetta c’era un rifugio aperto che si aspettava 60 coperti per pranzo…
Il giro è stato reso più interessate dal mio bloccarmi in macchina su una salitina a causa del ghiaccio vivo sotto un dito di neve. Per uscire ci ho messo un ora, passata a sacramentare e a rompere il ghiaccio.
Per legge di Murphy in quell’ora sulla strada non si è visto passare nessuno, mentre si è “riempita” una volta libero!
Ecco qualche foto:




Il progetto della sera era il Monte San Primo accorciato per permettere a tutti (anche chi non sarebbe sceso con la tavola) di divertirsi, ma è fallito.
Il fallimento è stato colpa del vento che era talmente forte da costringermi a puntellarmi con le racchette una volta raggiunta la sella sulla cresta sommitale.
Per il resto il posto bello e divertente in quanto ben frequentato, ho visto: una mountain bike con applicati dei cingoli, vari sci alpinisti e vari ragazzi con slittino e bottiglione di vino!
Purtroppo c’era anche un oratorio, ma di questo ne parlo alla fine o in un altro post.
La serata si è conclusa con una grande cena alla Polentetoca ai Piani di Rancio, dove ho mangiato: come antipasto affettati con polenta formaggio, secondo brasato, funghi con polenta più dolce e grappa spendendo sotto i 25 a testa! (mi è troppo piaciuto per non fargli pubblicità!).
Anche qui qualche foto (purtroppo non so far bene le foto di notte):




lunedì, gennaio 25

MITTAGHORN - QUASI -

Sabato sono stato quasi sul Mittaghorn, che è un picco a poco più di 2500m sopra Splugen. Il quasi è perché sono arrivato sul pianoro a 5/10 minuti sotto di lui senza andarci. Non sono salito per vari fattori tra cui: non ce la facevo (per problemi vari tra cui la perdita di una ciaspola), il socio un po sotto a cui riconguingersi alla svelta e la scelta tra mi sistemo per la discesa dieci metri più all'ombra o dieci metri più giù al sole? Ed essendo che la temperatura era un po tanto sotto zero (si dice -17gradi alla 9:30 del mattino). In ogni caso la discesa è stata davvero bella! Abbiamo fatto una mezz'ora e più un boschetto con molta neve polverosa... Ovviamente alla fine abbiamo dovuto ravanare essendo usciti su una piana frequentata da noi e dai caprioli, di cui non ho visto un branco tanto ero preso dalla discesa... Ecco qualche foto:




Qui ci sono stato il 23 gennaio ma settimana scorsa ho scritto ma non pubblicato il post!

lunedì, gennaio 11

PRIMA IN SOLITARIA

Sabato ho fatto la mia prima uscita di snowalpinismo in solitaria al Monte San Primo.
Ok non è esattamente la Nord del Cervino e con 10 persone e qualcuna dietro seppur sconosciute non è che potessi soffrire di solitudine.

Fatte queste considerazioni direi che sono soddisfatto dell'esperienza in circa 3 ore sono salito e facendo un sacco di foto in salita. Il tempo non è male anche perché tornando ho dovuto più volte staccare la tavola per fare dei pezzi anche in salita. L'uscita in se, poi, non è propria adatta alla tavola: ci sono troppi sali scendi e pochi tratti in cui far curve. L'ideale andandoci con la tavola è salire solo fino all'arrivo dell'ultimo ex skilift, e magari salire e scendere li un po di volte in quanto merita quel pezzo.

Sabato non è stata solo la prima volta in solitaria ma è anche stata la prima volta nella mia provincia di Como, e non so quando sarà la seconda (causa mancanza di monti alti e neve).

Ecco la foto più rappresentativa:


giovedì, gennaio 7

ALPE DEVERO - LAGO NERO

Devero è un bel posto, e ieri ne ho avuto l'ennesima conferma con la prima gita di snowalpinismo dell'anno.
Per la gita siamo andati involontariamente verso il Lago Nero, dove non siamo arrivati in quanto il mio socio (che non nomino per privacy) era un po scoppiato e abbiamo quindi deciso che fare gli ultimi 100metri per dover zampettare in discesa era inutile.
La gita è stata involontaria nel percorso in quanto chi doveva sapere la strada, l'ha clamorasamente segata. Siamo partiti dalla parte sbagliata della valle...
Unico neo è che con il sole la piana di Devero è troppo in ombra.

martedì, agosto 4

IL SENTIERO CHE NON C'E'

Lo scorso fine settimana sono stato con Federica e Lorena al Rifugio Lagazuoi (quelle della foto):


L'idea di partenza era visitare i percorsi famosi della Grande Guerra, cosa che abbiamo fatto solo in modo sporadico e casuale. Nel senso che la galleria non l'abbiamo fatta ne abbiamo fatto le ferrate o visitato il museo, per ulteriori informazioni c'è google...

In compenso abbiamo fatto un sentiero che non c'è.
Causa brutto tempo dove l'arrivo al rifugio non ci siamo arrischiati a fare giri lunghi ma ci siamo messi seguire un sentiero sulla cresta a destra del rifugio.
Il sentiero inizialmente ha un nome: "sentiero austriaco" (in quanto ricalca quello che facevano le sentinelle austriache) e fino all'immancabile croce è ben segnato.
Passata la croce si vedono segni di un sentiero e le indicazioni di una vecchia segnovia cosi siamo andati avanti un po titubanti. Proseguendo nel sentieo abbiamo anche passato tre settori attrezzati (due con catena, uno con catena e scaletta) tutti ben tenuti.
Il sentiero si è un po perso sul finire della cresta ma questo a causa di un nevaio, passato il quale abbiamo imboccato facilmente il sentiero di ritorno al rifugio, anch'esso segnato.
Tornati al rifugio sono nati i dubbi in quanto il sentiero da noi fatto è riportato su nessuna cartina e per pigrizia non abbiamo chiesto informazioni...

La gita del giorno del dopo è stato un lungo e faticoso giro che dal Lagazuoi ci ha portato in Val Travenanzes, al Rifugio Giussani, al Col del Bors e poi chi al Passo del Falzarego chi alla Casa Cantonale costeggiando la Tofana di Rozes. Il tutto in 9 ore (comprese le soste e gli errori) e prendendo acqua e grandine ma il panorama e le marmotte lo meritavano.
Da questa gita ho imparato che quando non vado nelle montagne di casa è il caso che mi compri la guida e non che mi affidi alla relazioni dell'APT o simili. Relazione che nel caso specifico era sbagliata sia per il dislivello della gita sia su dove fosse il bivio per un sentiero.
Il dubbio della gita è perchè alla malga della Val Travenanzes il cartello della segnovia 403 è uno solo e indica un giro che non c'è! Ma come dimostrano le foto ne valeva la pena:





Questo il mio fine settimana escursionistico, purtroppo c'è stato anche un fine settimana al rifugio.
Il rifugio è stato ovviamente il Lagozuoi (foto sopra), che è un bel rifugio e si mangia bene! Il problema è la gente ecco di seguito le cose strane/brutte che mi son successe:
- mentre mi sciacquavo in bagno mi han consigliato di farmi la doccia (non perchè puzzassi ma per non farsi i fatti propri)
- mi han chiesto se avevo un asciugacapelli, ed alla mia faccia orripilata si è corretto dicendo da viaggio! Io conosco in pratica solo gente che in rifugio si lava i denti con il dito...
- Ho visto gente cenare dividendo le cuffie di un ipod e poi tirare un laptop (e non è normale in un sabato a 2700metri!)
- un simpatico personaggio (di cui non cito le malattie venerie sue e della madre nonchè il modo in cui sono state contratte) mi ha fregato una maglietta. Persona che spero ora stia usando la mia maglietta per coprirsi nel mentre passa giorni bloccato sulla tazza del bagno. Per altri insulti mi associo al pensiero di Alex.
- se metti 17 persone a dormire in una stanza dopo un po l'ossigne finisce
- dormire nel posto sotto di un letto a castello è claustrofobico

Alla fine della fiera ho imparato/ricordato alcune cose sulle gite in montagna, ed in generale:
- mai mettersi in viaggio il giorno dell'esodo
- mai ascoltare chi ti dice so io un giro alternativo
- non tutti i motociclisti tedeschi sanno andare in moto

venerdì, marzo 20

SARA' STATO L'ULTIMA?


La primavera ormai è arrivata, il sole anche e la neve fa un po schifo. Mi sto quindi chiedendo se la gita all'Alpe Tracciora di domenica sia stata l'ultima. Se fosse stata l'ultima non mi dispiacerebbe: la gita è stata corta, la neve non ottima, ma l'avventura di cercarsi la traccia in un bosco sconosciuto è stata davvero interessante. Sopratutto perchè è la prima volta che passando su varie non ho rovinato la tavola....
Di seguito alcune foto:






lunedì, febbraio 16

MA PERCHE' ROMPO SEMPRE TUTTO!

Io non capisco se sono maldestro o sfigato con l'attrezzatura da snowboard!
Abbigliamento a parte riesco a spaccare e danneggiare tutto alla velocità del lampo.


L'ultima rottura in ordine di tempo sono state le bacchette telescopiche.

Domenica mi accingo ad aprirle, ma non ne vogliono sapere e dopo vari tentativi riesco ad aprirne bene una (che però non si chiuderà mai più bene...) e solo a metà un altra. Quella a metà rimane in un'apertura strana (causa idea di Massimo) che le rende debole ed infatti un quarto scarso del percorse si rompe costringendomi a finire la salita usando come bastoncino un bastone. Sembravo un po Mose ma molto evoluto....

Queste sono cose che capitano e di cui non ho colpa. il dubbio che sia sfigato e non maldestro mi è venuto perché le mie bacchette sono identiche e comprate nello stesso momento a quelle di Massimo; inoltre lui domenica ha avuto i miei stessi problemi con la differenza che lui ora ne ha ancora due che si aprono e chiudono!
Il posto non è molto interessante ma mi serviva una scusa per pubblicare qualche foto, visto che abbiamo ripetuto la salita all'alpe Bo...






lunedì, gennaio 12

PRIMA VOLTA

Ieri è stata la mia prima volta. Per la prima volta sono riuscito ad andare a fare snowboard alpinismo in zona Santuario D'Oropa, son salito con le ciaspole e sceso con la tavola.
Ed ho capito che si fatica tanto, ma non muore... e che è molto molto divertente!! (ho anche capito che sono una schiappa in salita ma questo non conta!)
Ecco una foto sulle mie fatiche.(grazie a Marco, Massimo e Paride che non mi hanno abbandonato! sono quelli nella foto!)

lunedì, agosto 4

TORMETONE ESTIVO - INCIDENTI IN MONTAGNA

autore Roberto Caprioli

Il tormentone giornalistico dell'estate quest'anno sarà: le morti in montagna.
Oggi le pagine 2 e 3 del "corriere della sera" si occupano di un incidenti avvenuto ad una spedizione sul "K2" in cui era coinvolto un italiano. In Italia, penso, ci siano altri problemi e questioni di maggiore interesse pubblico che non il dramma personale di alcune persone.
Oltretutto c'è il problema che di cronaca i giornalisti possono parlare con cognizione di causa (e mi rendo conto che questa è una affermazione forte) ma di montagna non mi pare proprio! Ad esempio in tutto un articolo chiamano i portatori sherpa, ma essendo la tragedia in corso in Pakistan lì il nome del popolo che lavora come portatore è hunza.

Un problema del tormentone è che in genere a seguito di queste attenzioni da parte dei media il nostro attentissimo parlamento fa degli interventi legislativi per redimere le questioni. Interventi che di solito io reputo a cazzo... Memorabile il dare precedenza sulle piste da sci! (sottolineo che alcune cose sensate le fanno, come la regola del caschetto). Dato che nell'attuale forza di governo ci sono un po' di alpinisti/rocciatori spero che le cose vadano un po meglio (ed io che spero nel Pdl è una parola grossa!!)

Leggendo i resoconti le persone che vanno in montagna a fare alpinismo sono descritti come dei pazzi incosciente che si divertono a rischiare la vita. Gli eventi che poi scatenano gli incendenti sono sempre descritti come incalcolabili e non prevedibili. Tutto questo non è vero!
Tutte le attività in montagna sono pericolose se non affrontate con il giusto rispetto, e sono indipendenti dalla bravura di chi le compie. Leggendo i resoconti degli incidenti famosi emerge che in genere la causa è un banalissimo errore di valutazione umano (consiglio la lettura di: Aria Sottile), molte altre volte è la pura sfiga e poche volte il dolo (vedasi Bonatti e il K2)
Affrontare una montagna alta più di 8000mila metri non è uno scherzo o una cosa facile, e lo dimostrano i numeri:


ascensioni morti %
Annapurna 130 53 41%
K2 278 66 24%
Manaslu 240 52 22%
GI 195 21 11%
Broad peak 255 18 7%
Everest 3000 208 7%
Kangchenjunga 209 8 4%
GII 650 17 3%
Nanga Parbat 276 4 1%
Totale 5.233 447 9%

i dati non sono aggiornatissimi sono del 2003 ma sono rilevatori della pericolosità delle montagne. Fonti: k2climb e adventure stats.

Le montagne sono pericolose anche qui a casa nostra:

interventi %
ILLESI 1.495 25%
FERITI LEGGERI 2.063 35%
FERITI GRAVI 1.579 27%
MORTI 405 7%
FERITI COMPROMESSE FUNZIONI VITALI 375 6%
TOTALE
5.917

Questo è il dato degli interventi del "corpo nazionale soccorso alpino e speleologico" nell'anno 2006.
Per cui chi va in montagna è a conoscenza dei rischi che corre e scegli di affrontarli, un po come chi guida oltre i limiti, va in bici senza caschetto, fuma e chi più ne ha più ne metta...

Il problema, quindi, non è che le persone che affrontano la montagna sono dei pazzi ma solo che la stessa è pericolosa!
Ed è tanto più pericolosa se una persona non è in grado di valutare se stesso e le proprie capacità in relazione a quello che sta per fare. Purtroppo molte persone non sono in grado di valutarsi e pensano che basta la forza di volontà per andare su... In questo stranamente devo dare ragione a Fausto DeStefani di mountainwilderness, in cui critica l'alpinismo troppo turistico! (in genere non sono molto d'accordo con alcune dichiarazioni di questo gruppo).
Il sapersi valutare però non assicura da ogni rischio, ma da la certezza che si sa cosa si sta andando a fare.
Vorrei poi precisare che sfiga a parte, per chi affronta la montagna con le dovute cautele e materiali la cosa è solo un bellissimo gioco!

A margine di tutto questo rimane poi da spiegare una cosa: perchè la gente fa certe cose.
E secondo me una spiegazione unica e facile non c'è! Io credo che ognuno vada in montagna per motivi suoi e personali. Ed è quindi inutile parlarne, fare critiche o quanto altro.

martedì, luglio 22

5 KM dalle Acque Bianche al Crespi Calderini

autore Roberto Caprioli
camminatrici Lorena, Federica, Roberto


Domenica, finalmente sono andato in montagna! Ho solo camminato e non arrampicato ma so contento! E son riuscito a farlo solo perché dopo il rafting al riveraction mi sono fermato in ValSesia.

La camminata l'ho fatta in compagnia di Lorena e Federica (ovviamente) lon le quali nonostante, le mucche, i maiali e i 4 asini sempre in mezzo al sentiero siamo arrivati al Crespi Calderini dalle Acque Bianche e ritorno facendo in 5 km in più o meno 2h e mezza che considerando la pioggia non è male!
Per restare in tema di arrampicata lungo il sentiero abbiamo incrociato svariati massi che riportavano inequivocabili segni di attività di boulder poco oltre il rifugio pastore. Prima o poi son da provare...

Una nota il gps che ho in montagna fa davvero schifo! Appena il sentiero inizia salire un po ripidi si perde...



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martedì, luglio 15

9KM a PERUGIA

autore Roberto Caprioli

Come detto in precedenza ero a Perugia e quindi ho corso li!
La città di Perugia non è molto podisti friendly, perché è tutta un su e giù. In pratica ho fatto un allenamento per una corsa in salita...
Nella pratica ho fatto 9 km, in circa 50 minuti e considerando che molti erano di salita non è male!



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mercoledì, aprile 2

BONATTI E IL K2 - tutto torna ora! -

autore Robeto Caprioli

La notizia è un po vecchia, ma cercandola è riportata poco quindi mi è sembrato giusto scriverne...(non che io possa trascinare le folle ma uno alla volta...).
Non ho scritto subito di Bonatti perchè io che parlo di lui è un po come se la Binetti parlasse della vita di Rocco Siffredi....

La notizia su Walter Bonatti per chi ancora non lo sapesse è che la predisposta commissione del CAI (l'ennesima) a solo 54 anni dagli eventi del K2 ha stabilito che la vera versione sulla conquista italiana del K2 è la sua e non quella scritta negli annali.
La questione in realtà era già chiusa da anni, grazie a una sentenza del tribunale di Torino, ma il CAI e gli organi ufficiali non avevano mai ammesso la cosa e non avevano mai fatto il doveroso revisionismo storico dell'accaduto.

La versione breve della storia è questa:
Nel corso della spedizione italiana per la conquista del K2 Bonatti insieme all'hunza Mahdi passano una notte all'addiaccio a quota 8.150 metri su di un ghiacciaio. In base agli accordi del giorno prima i due erano partiti per portare all'ultimo campo base l'ossigeno, che altri due alpinisti (evito i nomi perchè non è bello) avrebbero dovuto usare per raggiungere la vetta. Il problema è stato che i primi due avevano fissato il campo in un luogo irraggiungibile da Bonatti e Mahdi (di proposito non si sa...) diverso da quello programmato, fredandosene della loro sorte. La mattina successiva Bonatti e Mahdi tornano al penultimo campo mentre i due che non si sono fatti trovare scendono e prendere l'ossigeno e grazie a quello conquistano della cima, riportando poi di aver finito l'ossigeno prima della vetta (per sapere come è stata smascherata questa falsità rimando ai libri di Bonatti).
Il colmo della vicenda è stato che al ritorno a Bonatti non solo non sono stati riconosciuti i suoi meriti ma è stato accusato di svariate infamità tipo: aver usato ossigeno, tentato la vetta e altre poco simpatiche amenità.

Nel corso degli anni Bonatti ha scritto la sua versione della vicenda in vari libri, di cui secondo me il migliore è Montagne di una vita (un grande libro sulla montagna).
Per la cronaca all'estero la versione ritenuta vera è quella di Bonatti da anni.

Per completezza dirò brevemente chi è Bonatti per me. Semplicemente un mito: è stato (è ancora vivo) un avventuriero, inteso come una persona che ha cercato i suoi limiti nel rapporto con la natura e li ha affrontati. E' uno dei più forti alpinisti di tutti i tempi, è stato un precursore (è stato il primo ad utilizzare alcune tecniche dell'arrampicata moderna), è uno scrittore sia di libri che reportage.
Per capirsi per i suoi meriti alpinistici è stato insignito di riconoscimenti ufficiali sia dalla Presidenza della Repubblica Italiana che da quella Francese (si la Francia ha dato un premio ad un italiano) per dirne due. Ed il tutto smettendo le sue imprese alpinistiche a 35 anni, al tempo del K2 aveva solo 24 anni (io in pratica ho iniziato a 30 ad arrampicare!). Ed è anche a favore di Veltroni!

Per maggiori approfondimenti ecco alcuni articoli apparsi sui principali quotidiani:
Il Sole 24 Ore
Repubblica
Corriere della Sera
Secolo XIX
La gazzetta dello sport