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venerdì, giugno 24

QUATAR PASS PER TIMORASS - LE VALLI TORTONESI

Per descrivere domenica inizierei da una foto fatta alle 10.30 del mattino:

La giornata è stata dedicata alla scoperto del Timorasso e di chi lo fa. Il Timorasso è un vino autoctono della zona del tortonese (e linitrofi) che è stato riscoperto da non molto tempo, ed è anche buono!
Il tipo di vino è giovane ed in fase di riscoperta da poco motivo per cui abbiamo anche incontrato la persona che lo ha riscoperto che è davvero un personaggio, ma tra quelli con la cantina peggiore da un punto di vista estetico.
Per il resto nel corso della giornata abbiamo conosciuto persone interessanti tra cui: la coppia milanese che ha mollato tutto per darsi alla campagna (gran bella casa, accoglienza e vino) o l'Antinori del tortonese che per rendere ecosostenibile la sua cantina l'ha ricavata nella collina e vuole che i pannelli solari seguano sempre il profilo della cantina. 
Ho anche imparato che per proteggere le viti dai cinghiali un bel modo è mettere in testa ai filari viti di cabernet che avendo grappoli aspri scoraggiano i maiali dall'andare oltre, questa è agricoltura biologica!
Unica pecca della giornata il caldo e la facilità con cui ci siamo persi!
Ecco qualche altra foto della giornata:





venerdì, giugno 10

GIRO NIZZA - I BARBERA

Domenica abbiamo fatto la nostra seconda tappa del giro delle cantine del monferrato andando a visitare la zona dei barbera di Nizza Monferrato, cioè il Giro Nizza. Giro che stiamo facendo grazie a SlowFood e di cui per ora ci manca solo un altra tappa.
Dopo una settimana di tempo bigio anche domenica il tempo era pessimo, quindi in giro c'era davvero poca gente sia per cantine che per strada.
Le cantine fatte stavolta sono state 7 ed abbiamo avuto forti problemi a trovarle per nostra storditaggine. Storditaggine che è culminanta nel non vedere una cantina perchè impegnati a guardare il concessionario di camper dall'altra parte della strada rispetto al suo ingresso.
Anche stavolta non spetta a me parlare dei vini non avendone i titoli ma ad altri...
Rispetto alla scorsa volta abbiamo parlato molto di piu con i propietari delle cantine scoprendo delle persone davvero interessanti. Tra cui spicca un entomologo che ci ha mostrato la sua collezioni di insetti e mi ha dato del cannaiolo che lascia il fumo sulla macchina altrui ma senza cattiveria, un vignaiolo/cantiniere astemio che beve solo Estate ed alcuni che per il lancio della loro casa vinicola al Vinitaly si sono inventati un fantomatico capo.
La cosa che ho imparato dalla giornata è che il macellaio piu famoso di Nizza Monferrato (e penso di tutto il monferrato) è "da Vittorio", che è comunemente definito una gioielleria.

Foto proprio poche stavolta a causa tempo, e per ora non le metto.

martedì, ottobre 26

SALONE DEL GUSTO 2010

Non è bello ma stando al Salone e pensando al topic che avrei scritto avrei voluto intitolarlo: “Salone del Gusto 2010 - Uhm!”.
Questa è la terza volta che lo visito e la prima da socio di Slowfood ma i motivi per cui avrei voluto aggiungere “uhm” è che ho riscontrato un po di problemi organizzativi un po seccanti.

Il primo problema riscontrato è che non c’era il guardaroba, nel senso che lo spazio al Lingotto Fiera c’è ma non c’era nessuno a gestirlo e chi come noi (io e Fede) necessitava di depositare delle cose non è stato molto comodo (anche se è andata peggio a chi poi ha dovuto girare con il trolley).
Il secondo problema è l’aver posizionato l’ingresso da una parte e la zona per il ritiro dei pass per gli eventi dalla parte opposta e un po nascosta sulla destra. Zona di ritiro che tra l’altro non tutti gli addetti sapevano indicarci dove fosse e che dovessimo andare li a ritirare i nostri pass (non per colpa dei volontari che sono stati tutti gentili).
Questi sono stati i due veri problemi poi ci sono state delle cose che non mi sono piaciute, ma sono a livello di gusto.
A occhio a me sembra che il Salone si sia ingrandito, nella realtà non lo so e non ho voglia di controllare. Non mi è piaciuta l’idea di spostare in spazi esterni non coperti alcune cose, è vero che questo ha permesso di allargare lo spazio concerti/interventi e quello dedicato ai cibi di strada rendendoli più vivibili e fruibili (anche se mancava il lampredotto) ma essendo a Torino e a fine ottobre non mi è sembrata una grande idea (poi di culo non faceva freddo ne pioveva).
La scorsa edizione c’era uno spazio all’interno dove erano raggruppati i birrifici artigianali (birra che per me deve stessa dignità del vino o quasi), con a fianco la zona concerti/interventi creando cosi una zona relax (ti sedevi, bevevi una birra ed ascoltavi cosa raccontavano/suonavano le persone). Quest’anno i birrifici erano dispersi all’interno delle varie regioni e della zona concerti/interventi ho detto cosi non c'era una vera zona relax. Tutte le installazioni erano concentrate all'ingresso e quindi ci dovevi andare apposta.

Nel 2008 i Presidi Slowfood (non ricordo se tutti o solo alcuni) erano raggruppati in una zona e questo permetteva di scoprirli meglio rispetto a quest’anno in cui erano affogati negli spazi regionali/nazionali e ci si imbatteva in loro quasi per caso.
In generale, quindi, in questa edizione non mi è piaciuta la gestione degli spazi: era tutto troppo settoriale di qui gli stand con le regioni di la le zone con i progetti e simili. Le altre volte era tutto più mischiato per cui girando ti imbattevi nelle cose ed era molto più bello per me (per cose intendo i settori in cui c'erano installazioni o spiegazioni su come mangiare/vestirsi seguendo le idee di Slowfood).

I motivi per cui avrei messo “uhm” sono quelli sopra il motivo per cui non l'ho messo è che il Salone del Gusto e Terra Madre sono una grande iniziativa e i problemi sono solo organizzativi e non c'entrano con l'idea e la sostanza delle cose.
Volendo esplicitare i motivi perché mi è piaciuto direi che in ogni caso ho visto (sentito poco stavolta) cose interessanti e bei progetti.(Dire che ho assaggiato cose buone è scontato ma doveroso.).
Una considerazione da fare è che c’erano meno soldi e si vedeva dagli stand delle regioni. La scorsa volta erano spesso grandi e facevano spettacoli fighissimi, quest’anno decisamente più piccoli e discreti.
Il vero plus del Salone quest’anno è stata la presenza di un settore dedicato alla Banca del Vino.
Uno spazio dedicato ai vini di qualità per lo più italiani, spazio al quale siamo acceduti con un biglietto per 15 degustazioni che poi son diventate per culo 21 (potrei elencarli ma mi sembra inutile)! Con l'aggiunta di un assaggio di pasta fatta da Davide Scabin, che tra design della presentazione e gusto era davvero meritevole.

Banca del Vino dove per motivi didattici ci siamo fermati un bel po di tempo assaggiando ottimi vini e conoscendo un sacco di gente tra cui: i bravissimi e simpatici sommelier Fisar che ci hanno sopportato tutta sera, le ragazze dell’enoteca anche loro gentili e vari ed eventuali che abbiamo conosciuto.
Dopo tanti anni mi è successo di uscire da un locale (Banca del Vino) a luci spente e di vedere il barista che mi viene a salutare!

martedì, luglio 28

COOP E SLOWFOOD

Ecco un comunicato stampa che per me non ha avuto la giusta attenzione. (nemmeno sul sito di slowfood l'ho trovato):
Gli ortaggi e la frutta dei Presìdi Slow Food alla Coop


Si parte con il Presidio del ramassin del Monviso e Valle Bronda per continuare poi con il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto pugliese, la papaccella napoletana, il limone femminello del Gargano: dal 20 luglio sarà possibile acquistare la frutta e gli ortaggi dei Presìdi Slow Food, ogni giorno, presso 18 supermercati e 7 ipermercati Coop di Piemonte, Liguria e Lombardia.
I Presìdi Slow Food sono oltre 170 in Italia e 120 in 45 Paesi del mondo. Coinvolgono migliaia di piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, fornai: sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale. I produttori dei Presìdi Slow Food, con il loro lavoro quotidiano, preservano frutti e ortaggi della nostra tradizione che rischiano di scomparire, schiacciati dalle leggi del mercato globalizzato. Un mercato che privilegia varietà di frutta e ortaggi moderne, più produttive e coltivate in modo intensivo.
I protagonisti dei Presìdi sono piccoli produttori - spesso riuniti in cooperative o consorzi - che praticano un’agricoltura a basso impatto ambientale, rispettano le stagioni e adottano le tecniche dell’agricoltura integrata o biologica per la concimazione e la difesa.
Li puoi riconoscere grazie al contrassegno “Presidio Slow Food®” sull’ etichetta.

I punti vendita che li propongono sono:

Regione: Piemonte

SUPER MARKET NOVACOOP
Arona (No) – Via M. Pasubio, 6
Alessandria – Via Sclava, 15
Avigliana (To) – Corso Laghi, 84
Bra (Cn) – Via senatore Sartori, 9
Rivoli (To) – Via Nizza, 15/A

IPERCOOP
Ipercoop Beinasco – c/o Centro commerciale “Le fornaci” Via Torino, 34/36 Beinasco (To)
Ipercoop Ciriè – Via Robassomero, 99 Ciriè (To)
Ipercoop Cuneo - Via Cascina Colombaro, 26/A Cuneo
Ipercoop Cuorgnè – Via Salassa, 7 Cuorgnè (To)
Ipercoop Pinerolo – c/o centro commerciale “Le due valli” Corso della costituzione, 8 Pinerolo (To)
Ipercoop Torino – Viale Umbria Torino
Ipercoop Mondovì – c/o Centro commerciale Mondovicino Autostrada A6 Torino Savona uscita Mondovì (Cn)

Regione : Lombardia

SUPER MARKET NOVACOOP
Luino – Via Ghiringhelli, 1

SUPER MARKET COOP
Cassano d’Adda (Mi) – Strada statale 11
Brescia – Vai Mantova
Milano – Via Arona
Milano – Via Palmanova
Settimo Milanese (Mi) – Via Reiss Romoli, 16
Varese – Via Daverio, 44

Regione: Liguria

SUPER MARKET COOP
Albenga (Sv) – c/o Centro commerciale “Le serre” località Bagnoli
Genova – Val Bisagno
Genova – Terminal traghetti
Imperia – Via XXV Aprile
La Spezia – Via Saffi,71
Sestri Ponente(Ge) – Via Merano, 20
Imperia – Via XXV Aprile

Con questa iniziativa si consolida la collaborazione tra l’associazione Slow Food, che riunisce oltre 100 mila persone in 153 Paesi e promuove la salvaguardia della biodiversità agroalimentare, l’educazione del gusto, e organizza ogni due anni Terra Madre, l’incontro di oltre 5 mila piccoli produttori appartenenti alle comunità del cibo del mondo, e Coop, in particolare il Distretto Coop Nord Ovest che riunisce i punti vendita delle tre regioni del nord ovest italiano.

Acquista la frutta e gli ortaggi dei Presìdi: aiuterai i custodi della biodiversità.

io non capisco solo perchè i prodotti saranno disponibili in cosi poche coop!!
L'unica perplessità è che cosi non è che venga assicurata la filiera corta...

lunedì, giugno 15

UN APPELLO MERITIVOLE

L'appello non è nuovo, anzi è di marzo, il problema è che io l'ho saputo solo ieri leggendolo sulla rivista, che mi è arrivata solo settimana scorsa..
Il tutto è in linea con la filosofia di chi l'ha fatta, anche se penso che sia stato solo un problema di sottoespozione mediatica (strano nel loro caso).
Quello di cui parlo è l'appello, è questo:

Le Condotte di Slow Food Italia chiedono dunque al Governo italiano di sostenere, attraverso politiche, legislazione e investimenti a favore dell’agroecologia, le economie locali del cibo e di farne la bandiera di una rinascita culturale e produttiva fondata sulle specificita’ e sulla pluralita’; chiedono che le valenze dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca sostenibili siano appoggiate dal Governo nel loro ruolo di conservazione del territorio e di avanguardia creativa.

Gli agricoltori di piccola e media scala e i consumatori consapevoli stanno costruendo un nuovo sistema alimentare, che sara’ il modello anche di una nuova rivoluzione industriale, basata sul riuso, il risparmio, il riciclo, il rispetto dell’ambiente e le energie rinnovabili.

Il cibo - secondo Slow Food - buono perche’ piacevole, pulito perche’ sostenibile e giusto perche’ rispetta il lavoro del produttore e le tasche dei cittadini, deve essere al centro delle nuove politiche economiche: e’ una risorsa di grande rilevanza, anche in termini economici; puo’ creare futuro e benessere insegnando lo stile di un nuovo umanesimo e costruire le condizioni per una vita piu’ gratificante per tutti.

L'appello è stato ovviamente fatto dalle condotte di slowfood, dal cui sito l'ho preso.
Ne parlo in quanto mi sembra una cosa seria e furba