Pages

Visualizzazione post con etichetta arrampicare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arrampicare. Mostra tutti i post

lunedì, aprile 29

MILANO-BERLINO TENERSI IN FORMA

A Berlino non ci sono molte palestre ed i costi variano molto. In alcune palestra a far le pulizie è una persona di un solo sesso (donna in genere) che cura entrambi gli spoglitoi, anche con le persone presenti (per sentito dire). Particolarità a Berlino ho visto diverse palestre solo femminili.
A Milano ci sono molte palestre e anche qui i costi variano. Le pulizie sono in genere fatte da persone diverse in base allo spogliatoio. Non conosco palestre solo femminili a Milano.

Berlino ha molte piscine, non si usa la cuffia, non mettono a disposizione pullboy o tavolette (ne sono molto usati) e alcune aprono molto presto (6am). Costano sui 4€ e andando all’apertura si ha una riduzione per cui costano pochissimo. Le piscine a Berlino sono viste come un luogo di sport e divertimento quindi in genere la piscina piccola (o alcune corsie della grande in sua mancanza) sono dedicate al relax e al gioco dei bambini con tanto di sdraio attorno. La cosa piu strana è una piscina di formato olimpionico in cui l’acqua va dai 60cm al 3m per permettere di giocarci
Milano ha molte piscine (per me), si usa la cuffia e mettono a disposizione il materiale (che è usato) e non aprono cosi presto (verso le 7). Costano sui 4€ ma non ci sono sconti. In genere si va solo per nuotare.

A Milano come a Berlino nei parchi c’è molta gente che corre. A Berlino pero esistono campi di atletica (con anche piste in tartan) aperti a tutti in cui si puo entrare ed allenarsi senza chiedere nulla a Milano non credo.

A Berlino ho visto diverse pareti outdoor di arrampicata di cui una davvero figa, non ho ancora potuto frequentarle ne verificare se poi esistano anche palestre indoor. In un parco almeno c’è una struttura di vera roccia su cui fanno boulder (non ho capito se messe li a quello scopo o solo usate a quello scopo) mentre in un altro parco c’è un paretone di cemento con alcune vie splittate (solo monotiro se non ho visto male).
A Milano citta poche pareti outdoor (credo una), qualche palestra e nessuna struttura nei parchi per boulder o altro, ho sentito voci di allenamenti a porta venezia ma mai visto nessuno. Intorno a Milano pero ci sono diverse pareti artificiali e le montagne vere.

A Berlino nei parchi puo capitare di vedere chi fa sci di fondo. A Milano se capita è qualcuno che vuole fare il ganasa!

Della pratica di altri sport non so nulla, ma direi che a Berlino rispetto a Milano sia piu facile trovare un numero maggiore di appasionati e dove farlo per ogni tipo di sport. Particolarmente amati qui: ping pong, long board e beach volley direi.
A Milano direi che è piu in voga il tai chi nei parchi, di altro non so bene.

A Berlino se si vi piace il down hill o il trial in bici non dovete andare in montagna o simili a farlo ma potete farlo nei parchi cittadini che è sempre meglio di nulla.
A Milano non si puo fare down hill o simili nei parchi perche piu che altro pianeggianti e per mancanza strutture (e perche conviene andare nei monti).

lunedì, luglio 13

HO FALLITO UN 64

Ieri sono tornato alla falesia del cinzanino a maccagno.
Posto da cui mancavo da circa 2 anni, ed erano anche circa 2 anni che non andavamo da soli (senza guida come la scorsa settimana)
La giornata era ideale, caldo ma non troppo, tempo nuvoloso ma non afoso. Unica nota stonata poi non si è potuto andare al lago in quanto mancava il sole per prenderlo.
Il posto era piuttosto affollato, anche se conoscevo tutti in pratica.
Il risultato della giornata è: un 3b, un 4b, un 5a, un 3c (ma questo è minimo un 4) ed un 64 fallito.
Lo so che il 64 non esiste, ma sulla relazione è segnato come 64 e quindi per me quello ed essendo che sono arrivato solo al 2 rinvio pure volando (grandiosa la fede che mi ha anche tenuto) io ci credo...
Anche perché controllando stamattina la relazione ho notato che le via di fianco sono un 7a ed un 6c!
Per la cronaca erano tutti tiri con un solo passaggio che da il grado posto in genere alla partenza e sono state: 18, 25, 29, 31, 54

Io sono molto soddisfatto della giornata e della prestazione, nonostante la botta all'avambraccio...

martedì, luglio 7

CHE FATICA RICOMINCIARE

Quest'anno ho ricominciato lo scorso fine settimana.
Ho iniziato tardi ma molto bene! Due in giorni in Val di Mello con una guida.
Ho fatto qualche tiro al Sasso di Remenno, di cui uno di 6b (da secondo ovviamente...).
Ed la via Stomaco Peloso - Alba di Nirvana ecc. ecc., che sta via ha piu nomi di quanto è lunga.
In ogni caso eccola:

da www.climbers.altervista.org

o

da www.muroduro.it

lunedì, luglio 6

DOMENICA D'ESTATE

Ecco due foto che spiegano molto bene come passo le mie domeniche estive.

La prima scelta è:

ad arrampicare in discesa.

o la seconda scelta è:



sul lago maggiore...

martedì, gennaio 27

FATTO 30 FATE 31

Oggi finalmente aprendo il Corriere ho letto una bella notizia.
La "Val di Mello" è stata dichiarata riserva naturale dalla Regione Lombardia. Quindi ora non ci potranno costruire villaggi di seconde case e simili, ma tutti potranno andare a camminare, arrampicare (spero di andarci), ecc. ecc.
Per chi non lo sapesse la "Val di Mello" è un luogo mitico per l'arrampicata italiana e non solo. Come conformazione è simile allo Yosemite, ovviamente più in piccolo e per quanto riguarda l'arrampicata ci sono vie di tutti i gradi (ma specialmente difficili) e girano leggende metropolitane che raccontano di vie chiodate un giorno trovate schiodate il giorno dopo.
Ora che hanno fatto 30 facendone una riserva potrebbero fare 31 e fare una legge regionale che regoli come dove e quando chiodare una via. Non mi pare ci sia, in molti paesi (Svizzera ad esempio) c'è e funziona bene dicono...

domenica, dicembre 14

ALCUNE COSE SUI TRASLOCHI

Ieri ho traslocato a Milano, dove e come non importa.
In un giorno ho capito molte cose, tra cui:
  • informarsi prima sul giorno di mercato (non è bello arrivare e trovare li dove avresti voluto parcheggiare il mercato!)
  • volere fare tutto in un giorno spostamento, acquisti cose mancanti ecc non è una bella idea
  • le pulizie si fanno quando tutto è apposto non nel mentre
  • se ti dicono che c'è l'aspirapolvere, prima si deve controllare che per prenderlo non si debba fare un passaggio di 8a
  • le dimensioni del letto vanno controllate prima di acquistare la biancheria
  • inutile provare tanto il cuscino sarà più scomodo di quello vecchio

I vantaggi sono molti tra cui che correndo stamattina mi sentivo troppo in questo spot della nike:





ok mancava la ragazza, ma la prossima volta porto federica!!

lunedì, agosto 4

TORMETONE ESTIVO - INCIDENTI IN MONTAGNA

autore Roberto Caprioli

Il tormentone giornalistico dell'estate quest'anno sarà: le morti in montagna.
Oggi le pagine 2 e 3 del "corriere della sera" si occupano di un incidenti avvenuto ad una spedizione sul "K2" in cui era coinvolto un italiano. In Italia, penso, ci siano altri problemi e questioni di maggiore interesse pubblico che non il dramma personale di alcune persone.
Oltretutto c'è il problema che di cronaca i giornalisti possono parlare con cognizione di causa (e mi rendo conto che questa è una affermazione forte) ma di montagna non mi pare proprio! Ad esempio in tutto un articolo chiamano i portatori sherpa, ma essendo la tragedia in corso in Pakistan lì il nome del popolo che lavora come portatore è hunza.

Un problema del tormentone è che in genere a seguito di queste attenzioni da parte dei media il nostro attentissimo parlamento fa degli interventi legislativi per redimere le questioni. Interventi che di solito io reputo a cazzo... Memorabile il dare precedenza sulle piste da sci! (sottolineo che alcune cose sensate le fanno, come la regola del caschetto). Dato che nell'attuale forza di governo ci sono un po' di alpinisti/rocciatori spero che le cose vadano un po meglio (ed io che spero nel Pdl è una parola grossa!!)

Leggendo i resoconti le persone che vanno in montagna a fare alpinismo sono descritti come dei pazzi incosciente che si divertono a rischiare la vita. Gli eventi che poi scatenano gli incendenti sono sempre descritti come incalcolabili e non prevedibili. Tutto questo non è vero!
Tutte le attività in montagna sono pericolose se non affrontate con il giusto rispetto, e sono indipendenti dalla bravura di chi le compie. Leggendo i resoconti degli incidenti famosi emerge che in genere la causa è un banalissimo errore di valutazione umano (consiglio la lettura di: Aria Sottile), molte altre volte è la pura sfiga e poche volte il dolo (vedasi Bonatti e il K2)
Affrontare una montagna alta più di 8000mila metri non è uno scherzo o una cosa facile, e lo dimostrano i numeri:


ascensioni morti %
Annapurna 130 53 41%
K2 278 66 24%
Manaslu 240 52 22%
GI 195 21 11%
Broad peak 255 18 7%
Everest 3000 208 7%
Kangchenjunga 209 8 4%
GII 650 17 3%
Nanga Parbat 276 4 1%
Totale 5.233 447 9%

i dati non sono aggiornatissimi sono del 2003 ma sono rilevatori della pericolosità delle montagne. Fonti: k2climb e adventure stats.

Le montagne sono pericolose anche qui a casa nostra:

interventi %
ILLESI 1.495 25%
FERITI LEGGERI 2.063 35%
FERITI GRAVI 1.579 27%
MORTI 405 7%
FERITI COMPROMESSE FUNZIONI VITALI 375 6%
TOTALE
5.917

Questo è il dato degli interventi del "corpo nazionale soccorso alpino e speleologico" nell'anno 2006.
Per cui chi va in montagna è a conoscenza dei rischi che corre e scegli di affrontarli, un po come chi guida oltre i limiti, va in bici senza caschetto, fuma e chi più ne ha più ne metta...

Il problema, quindi, non è che le persone che affrontano la montagna sono dei pazzi ma solo che la stessa è pericolosa!
Ed è tanto più pericolosa se una persona non è in grado di valutare se stesso e le proprie capacità in relazione a quello che sta per fare. Purtroppo molte persone non sono in grado di valutarsi e pensano che basta la forza di volontà per andare su... In questo stranamente devo dare ragione a Fausto DeStefani di mountainwilderness, in cui critica l'alpinismo troppo turistico! (in genere non sono molto d'accordo con alcune dichiarazioni di questo gruppo).
Il sapersi valutare però non assicura da ogni rischio, ma da la certezza che si sa cosa si sta andando a fare.
Vorrei poi precisare che sfiga a parte, per chi affronta la montagna con le dovute cautele e materiali la cosa è solo un bellissimo gioco!

A margine di tutto questo rimane poi da spiegare una cosa: perchè la gente fa certe cose.
E secondo me una spiegazione unica e facile non c'è! Io credo che ognuno vada in montagna per motivi suoi e personali. Ed è quindi inutile parlarne, fare critiche o quanto altro.

sabato, giugno 14

POWERBALL

autore Roberto Caprioli

Guardando il calendario l'estate è ormai arrivata, il problema è che quest'anno è del tipo sud-est asiatico cioè il clima è monsonico. Piove tutti i fine settimana da quasi 2 mesi a questa parte.
Il tempo quindi non mi ha ancora permesso di andare ad arrampicare. Potrei andare anche se piove ma siccome la prima uscita deve avere un avvicinamento facile (la compagna si deve riprendere dall'infortunio..). Date tutte le premesse sopra per allenarmi mi sono comprato una powerball!!



E' uno strano marchingengno formato da una palla con all'interno un giroscopio da avviare tramite una cordicella. Per usarla la si deve tenere in mano e iniziare a ruotare il polso. Il suo scopo è allenare le braccia, e come tutte gli allenamenti mi sono reso conto di essere una schiappa!! Il manuale dice max 7 minuti per braccio, ed io al momento arrivo a 4 minuti ma in totale!!! Nonostante tutto pero funziona!
Per maggiori informazioni sulla powerball: softpedia.
Per comprarla basta cercare su internet!

mercoledì, aprile 2

BONATTI E IL K2 - tutto torna ora! -

autore Robeto Caprioli

La notizia è un po vecchia, ma cercandola è riportata poco quindi mi è sembrato giusto scriverne...(non che io possa trascinare le folle ma uno alla volta...).
Non ho scritto subito di Bonatti perchè io che parlo di lui è un po come se la Binetti parlasse della vita di Rocco Siffredi....

La notizia su Walter Bonatti per chi ancora non lo sapesse è che la predisposta commissione del CAI (l'ennesima) a solo 54 anni dagli eventi del K2 ha stabilito che la vera versione sulla conquista italiana del K2 è la sua e non quella scritta negli annali.
La questione in realtà era già chiusa da anni, grazie a una sentenza del tribunale di Torino, ma il CAI e gli organi ufficiali non avevano mai ammesso la cosa e non avevano mai fatto il doveroso revisionismo storico dell'accaduto.

La versione breve della storia è questa:
Nel corso della spedizione italiana per la conquista del K2 Bonatti insieme all'hunza Mahdi passano una notte all'addiaccio a quota 8.150 metri su di un ghiacciaio. In base agli accordi del giorno prima i due erano partiti per portare all'ultimo campo base l'ossigeno, che altri due alpinisti (evito i nomi perchè non è bello) avrebbero dovuto usare per raggiungere la vetta. Il problema è stato che i primi due avevano fissato il campo in un luogo irraggiungibile da Bonatti e Mahdi (di proposito non si sa...) diverso da quello programmato, fredandosene della loro sorte. La mattina successiva Bonatti e Mahdi tornano al penultimo campo mentre i due che non si sono fatti trovare scendono e prendere l'ossigeno e grazie a quello conquistano della cima, riportando poi di aver finito l'ossigeno prima della vetta (per sapere come è stata smascherata questa falsità rimando ai libri di Bonatti).
Il colmo della vicenda è stato che al ritorno a Bonatti non solo non sono stati riconosciuti i suoi meriti ma è stato accusato di svariate infamità tipo: aver usato ossigeno, tentato la vetta e altre poco simpatiche amenità.

Nel corso degli anni Bonatti ha scritto la sua versione della vicenda in vari libri, di cui secondo me il migliore è Montagne di una vita (un grande libro sulla montagna).
Per la cronaca all'estero la versione ritenuta vera è quella di Bonatti da anni.

Per completezza dirò brevemente chi è Bonatti per me. Semplicemente un mito: è stato (è ancora vivo) un avventuriero, inteso come una persona che ha cercato i suoi limiti nel rapporto con la natura e li ha affrontati. E' uno dei più forti alpinisti di tutti i tempi, è stato un precursore (è stato il primo ad utilizzare alcune tecniche dell'arrampicata moderna), è uno scrittore sia di libri che reportage.
Per capirsi per i suoi meriti alpinistici è stato insignito di riconoscimenti ufficiali sia dalla Presidenza della Repubblica Italiana che da quella Francese (si la Francia ha dato un premio ad un italiano) per dirne due. Ed il tutto smettendo le sue imprese alpinistiche a 35 anni, al tempo del K2 aveva solo 24 anni (io in pratica ho iniziato a 30 ad arrampicare!). Ed è anche a favore di Veltroni!

Per maggiori approfondimenti ecco alcuni articoli apparsi sui principali quotidiani:
Il Sole 24 Ore
Repubblica
Corriere della Sera
Secolo XIX
La gazzetta dello sport

venerdì, marzo 21

FALESIA DEL CINZANINO

autore Roberto Caprioli

oggi è il primo di giorno di primavera!
Il giorno in cui si tornerà ad arrampicare si avvicina (anche se la cosa non dipende tanto dal tempo quanto dalla salute del ginocchio della compagna)

La prima uscita sarà ovviamente, e come tutti gli anni (2), dedicata al re-imparare come si fa e al sopportare le scarpette!!! Per farlo andrò nel solito, vicino, bello e comodo posto!
La palestra di roccia di Maccagnano dopo Luino e a due passi dalla Svizzera detta FALESIA DEL CINZANINO.

La falesia è facile da raggiungere, ben chiodata e ha gradi dai facili facili fino ad alcuni un po più impegnativi... (occhio alla tony dallara è un riscaldamento ma ha un passaggio scomodo per chi è basso)
Il materiale necessario sono una decina di rinvii e una corda da 70 metri per esagerare.

Altre note positive del posto sono l'essere a strapiombo sul lago, la fontanella, le panchine sotto gli alberi, il fatto che ci sono spesso miei amici e alcune vie che possono partire dall'acqua.
Note Negative la base d'asfalto (a volte caccia caldo), ci sono solo monotiri e la scarsità di parcheggio!!

Eccone la piantina:

venerdì, febbraio 1

FUOCHI DI SANT'ELMO

autore Roberto Caprioli

Siete mai stati su un ghiaccio vicino alla vetta del Monte Bianco durante un temporale con una picozza in mano? avete sentito il trepitare dell'aria? Avete visto delle strani luci azzurre galleggiare nell'aria?

Beh nel caso vi ci foste trovati dovreste sapere che questo fenomeno si chiama FUOCHI DI SANT'ELMO.

Il fenomeno è noto fin dai tempi antichi ed è stato spesso considerato di buon auspicio.
Il loro aspetto è di scintille azzurrognole e sinistre. In genere possono comparire sulle estremità degli oggetti appuntiti, ed è dovuto alle scariche negative che li si addensano quando si trovandosi in zone temporalesche nelle quali l'accumulo di cariche elettriche positive non è sufficiente a far scoccare un fulmine, ma carica solo l'aria in modo positivo.

I Fuochi di Sant'Elmo non sono da confondere con il FULMINE GLOBULARE, che come recita wikipedia sono:
un fenomeno luminoso dell'atmosfera. Consistono in "sfere" di diametro variabile, ferme o in movimento con velocità variabili, e si possono notare durante i temporali, anche se sono documentati fulmini globulari apparsi in condizioni di assenza di temporali. La loro formazione è stata dettagliatamente descritta da Nikola Tesla il 3 marzo 1904.

Io in effetti non ho mai assistito a nessuno dei due, ma leggendo il libro "Le mie montagne" di Walter Bonatti; le ho scoperte....
In realtà io non sono nemmeno mai stato vicino alla cima del Bianco, ma per quello ho tempo.....

lunedì, ottobre 8

IN GARA MEGLIO LE DONNE O GLI UOMINI?

Ieri sono stato a vedere la mia prima gara di boulder su artificiale. E' stato a Bergamo alla manifestazione Alta Quota, e la prova era una delle 4 prove della Coppa Italia. E al momento vedere una gara è il massimo a cui posso aspirare in fatto di arrampicata…

Ora la cronaca, ecco la classifica donne:

  1. LONGO Roberta
  2. CHIAPPA Elena
  3. ZAMPAR Cassandra
  4. BATTAGLIA Claudia
  5. BARIANI Irene
  6. MORANDI Sara
  7. BACER Sara
  8. PASINI Francesca

E giusto per dirla finemente e sti cazzi se si tenevano!! Pim pum pam ed erano su (e qualche volta giù…..). Io tifavo Irene in quanto la meno “boulderista” cioè se la vedessi in giro e mi dicessero quanto si tiene e con che stile lo fa penserei mi stessero pigliando in giro!

Ed ovviamente ecco la classifica uomini:

  1. MORONI Gabriele
  2. CAMINATI Michele
  3. GHIDINI Stefano
  4. PARISSE Luca
  5. DACASTO Andrea
  6. SPADEA Francesco
  7. MILANI Alberto
  8. ROMANO Rocco

Qui non avevo un preferito e per vari motivi, il primo è che rispetto a me erano di un altro pianeta (cioè c’era qualcuno che ha fatto un paio di passaggi su tetto solo di braccia, io al limite li faccio nel letto!!!). Il secondo e inaspettato motivo è che ho scoperto che non mi piace guardare gli uomini arrampicare. Non so bene da cosa dipenda ma mentre ho trovato bello guardare il modo di arrampicare femminile per l’armonia e la plasticità con cui lo facevano (ma alcune ragazze erano anche belle incazzate e forti) gli uomini mi sembravano goffi, attaccati alla parete con la forza senza altro. (c’è una terza spiegazione ed è che mentre i blocchi delle donne potrei pensare di riuscire a farli con 6/7 anni di allenamento quelli degli uomini sono e rimarranno impossibili!!).

Alla prossima gara vedrò di approfondire l’argomento, visto che mi sono divertito e che certe cose tizi esistono davvero e non sono solo dei filmati in youtube

martedì, settembre 11

ARRAMPICATA

Arrampicata, una bella parola su cosa significhi c'è un po tanta confusione.
Ne esistono di vari tipi, alcune volte si usa lo stesso nome per indicare la stessa cosa e vi sono nomi che sembrano fatti apposta per creare confusione.

I generi noti (a me) sono:
  • arrampicata
  • free climbing
  • free solo
  • arrampicata libera
  • arrampicata naturale
  • arrampicata artificiale
  • arrampicata in artificiale
  • arrampicata sportiva
la cosa uguali in tutti è che c'è una parete su cui salire, che per farlo serve fatica (e tanta) e che serve sempre e comunque la testa. Unici materiali in comune per tutte sono le scarpette e la magnesite (si sempre loro)

Arrampicata:
è il termine generico che indica il salire un ostacolo, usato da solo dice poco o nulla. L'arrampicata può essere su parete rocciosa, ghiaccio ma anche su una collina.

Free Climbing:
si tratta di arrampicare senza nessun tipo di assicurazione (rinvii, corde, ecc..) e senza utilizzare aiuti artificiali. Non è boulder perché non si risolve tutto in pochi metri di ascesa verticale e in pochi passaggi.
In pratica si tratta di fare una via senza assicurarsi (questa è la versione breve poi c'è la versione lunga che coinvolge l'idea del rapporto con la montagna che una cosa un po lunga).
Il Free Climbing è stato reso famoso dalla Sector e da Manolo negli anni '90, ma sono stati anche la fonte della confusione. Di seguito un esempio:


questo è Dan Osman era un "pazzo" molto estremo ma se guardate è un tipo che negli anni '90 ci sta.
Un altra traduzione, ad opera di un direttore di un corso CAI, è "arrampicare gratis" nell'accezzione vado e arrampico senza spendere nullla.

Free Solo:
alias free climbing

Arrampicata Libera:
è la progressione in parete senza l'utilizzo di supporti artificiali ma solo usando mani e piedi (ma anche gomito, ginocchio, testa et altro x me). La sicurezza è data dall'uso di chiodi, rinvii, corde, imbrago, nuts, friends, cordini e via dicendo.
Questo di arrampicata può essere fatta in falesia, su vie di montagna o su pareti artificiali.
Riconoscere chi la pratica è semplice sono quelli con la cintura simil-muratore con tanto materiale ferroso attaccato e che sono legati da una corda ma non fanno bondage (almeno in pubblico).
E' l'arrampicata più pratica e ultimamente più vista (su youtube).

In genere questa è anche detta free climbing (che in inglese è lo stesso).

Arrampicata Naturale:
vedi arrampicata libera

Arrampicata Artificiale:

è la progressione mediante l'utilizzo di supporti artificiali quali staffe e scalette o simili. Non è da confondere con le ferrate in quanto qui i materiali li mette e toglie chi fa la via.

Arrampicata in Artificiale:
è l'arrampicata fatta su una parete artificiale.


Arrampicata sportiva:
è l'arrampicata libera in artificiale o in ambiente svolta a fini agonistici, dimostrativi e quanto altro svolta su itinerari controllati e attrezzati per garantire la sicurezza, l'altezza massima raggiungibile è poi stabilita da norme internazionali.

Riassumendo cos'è definire l'arrampicata è un casino! Ognuno fa come vuole l'importante è "vincere la parete con mezzi legali "(dal sito fasi).
Io quello che faccio nella realtà è arrivare a una parete, controllare se è davvero facile come dice la guida e salirci, il resto mica lo capisco.

lunedì, settembre 3

BOULDER

Boulder, o bouldering, in sintesi una cosa che a me non piace!



In pratica è una attività scalatoria il cui scopo è salire dei massi, la sicura è costituita da un materassino posto sotto lo scalatore (detto crash pad) e da uno o più compagni che seguono il boulderista pronti a pararlo (ricordo che si deve guardare il suo bacino e non le sue mani o altro).

Il boulder detto cosi sembra una cosa semplice, ma non lo è per nulla! Nel boulder si tentano sempre gradi alti con passaggi molto difficili sia da un punto di vista tecnico che di mera forza.
Il boulder inoltre costringe a pensare, chiudere un "masso" o anche solo un passaggio può richiede più tentativi nel corso della stessa giornata (e a volte più giorni) seppure il tutto si risolva in una decina di movimenti. La "soluzione" di un masso può essere vista come un problema da risolvere, in cui si deve capire come fare il massimo della strada con il minor dispendio di energia.
Il bouldering non è quindi solo arrampicarsi sui sassi come si faceva da piccoli ma qualcosa di più, è un concentrato di tecnica e forza in cui alcuni materiali usati (scarpette e magnesite) sono gli stessi delle falesie e delle vie solo portati all'estremo...della scomodità! (vedi scarpette da boulder serie!)

Il boulder è un buonissimo allenamento ai gradi difficili. Per me è preferibile alla falesia in quanto con il boulder si può provare un grado (magari alto) senza preoccuparsi di arrivare al punto in cui lo stesso si trova, eliminando cosi alcune difficoltà (arrivare fino li, le energie per arrivarci ecc.) potendo rimanere concentrati solo su ciò che interessa: migliorare la tecnica.

Il boulder ha delle proprie scale di difficoltà, che non corrispondono a quelli di falesia (per non parlare di quelle da via):


Ora un po di storia: non esiste una data di nascita del boulder, vera e propria, ma si può solo risalire al periodo in cui da attività di allenamento è passata ad essere disciplina a se stante ed è la metà del secolo scorso su per giù. Questo passaggio è avvenuto grazie a personaggi come Pierre Alain in Francia e a John Gill negli USA, due grandi arrampicatori a cui l'alpinismo deve molto in tutti i campi.

Alcuni link sull'argomento:
http://www.montagnapertutti.it/roccia/boulder/storia.php
http://it.wikipedia.org/wiki/Boulder
http://www.melloblocco.it/
http://www.8a.nu/site2/


giovedì, agosto 30

GNIFETTI

Un nome legato al MonteRosa.

Esiste il "RIFUGIO GNIFETTI"
a quota 3.647 metri, tra i ghiacciai del Lys e del Garstelet, raggiungibile da Alagna o Gressoney (e per i pigri si puo passare da Punta Indren)

Esiste il "COLLE GNIFETTI"


a quota 4.454 metri , raggiungibile passando per il Rifugio Gnifetti

Esiste la "PUNTA GNIFETTI"

a quota 4.559 metri , su cui si trova la Capanna Margherita (rifugio più alto d'Europa) raggiungibile passando per il Colle Gnifetti. In pratica si arriva qui:

che per capirsi è qui in mezzo:

e il percorso fatto (almeno quello in quota) fatto per arrivarci è questo:


Ora il motivo per cui su tutto questo percorso si cita cosi tante volte GNIFETTI, GIOVANNI, è ovviamente perchè è la persona a cui di deve l'apertura della via.
Ed ecco chi era:
Giovanni Gnifetti (1801 – 1867).

Don Giovanni Gnifetti, parroco di Alagna Valsesia, si segnalò per alcune prime sulle cime del Monte Rosa durante la prima metà del XIX secolo.
L'obiettivo del parroco era di raggiungere una delle più alte vette della montagna, conosciuta come Signal Kuppe dagli svizzeri e, oggi, come Punta Gnifetti, a 4559 metri d'altezza. Tale vetta è ben visibile dal lato valsesiano del Monte Rosa e in particolare da Riva Valdobbia, essendo una delle più elevate di tale gruppo montuoso. Gnifetti fallì l'ascesa per tre volte nel 1834, nel 1836 e nel 1839.
Nel 1836 la piccola spedizione composta dal parroco Gnifetti e da cinque compaesani giunse a 4480 metri, su un colle che prende il nome di colle Gnifetti. Dovette rinunciare all'assalto alla vetta per la mancanza delle accette necessarie a rompere il ghiaccio nel tratto finale.
In compagnia di sette persone, di cui due portatori, il 9 agosto 1842 Gnifetti conquistò la vetta che porterà il suo nome, piantandovi una bandiera rossa: il "segnale" lasciato a testimonianza del raggiungimento della cima e dal quale deriva il nome tedesco della punta Gnifetti (Signal Kuppe, cioè cima del segnale).
da wikipedia.

martedì, agosto 14

SI ARRAMPICA SEMPRE IN COPPIA




Ecco la mia compagna di arrampicata....
Al momento non è proprio cosi, diciamo che gli mancano le stampelle!
Ma per la prossima stagione torna!!
L'affermazione che si arrampica sempre in coppia non è esattamente vera....
Si puo non arrampicare in coppia nei seguenti casi:
  • si sta facendo BOULDER
  • si sta facendo FREE CLIMBING
Io faccio poco il primo e non mi sogno minimamente di fare il secondo, in quanto: ho paura, non sono cosi bravo e ho ancora paura! ( il perchè lo spiego in seguito)

Il motivo per cui si arrampica in coppia è semplice il compagno serve per fare sicura, dare sostegno e conforto.

lunedì, luglio 2

10 COSE SULL'ARRAMPICATA - 2 -

Ecco cos'altro ho imparato sull'arrampicata:

  1. L’avvicinamento è solo un modo elegante per dire “c’è una cazzo di salita lunga e faticosa da fare”
  2. La vera variabile per decidere la via da fare è l’ora a cui si cena al rifugio
  3. Se si dorme in 8 in una camera la finestra aperta aiuta
  4. La parte pericolosa è la discesa
  5. Soft shell è un guscio leggero una cosa a metà tra una giacca in goretex e un pile
  6. Le rocce si possono muovere in 4 direzioni
  7. I sassi fanno male
  8. Il bagno in camera in un rifugio non è un bene
  9. La doppia è meglio farla con gli scarponi
  10. Nel dubbio tabacco e accendono conviene portarli!

venerdì, giugno 22

HANS DULFER

Il metodo di arrampicata detto DULFER deriva dal grande arrampicatore austriaco Hans Dulfer attivo nei primi del '900.
La salita è effettuata con una tecnica di opposizione basata sulla trazione delle mani e sulla spinta dei piedi contro la roccia. Usata per salire lame, diedri e fessure.
Ecco Manolo che spiega come usarla!

giovedì, giugno 21

10 COSE SULL'ARRAMPICATA


Dell'arrampicata posso dire che:
1. le lezione in cui spiegano i materiali sono noiose (a meno che non siate fisici o affini)
2. all'arpa di Milano c'è un folle (ma è un arrampicatore molto forte)
3. le scarpette all'inizio fanno male poi pero puzzano anche
4. in dulfer si fatica (ma anche negli altri modi)
5. la Grignetta frana
6. alla fin fine il concetto è non cadere
7. lo zaino pesa
8. con il caschetto ho davvero la faccia da pirla (vedi foto)
9. la discesa è sempre lunga
10. l'acqua non basta mai
...........