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venerdì, gennaio 10

LAGHI DI SURETTA

Per smaltire le feste alla befana sono tornato dopo tanto a fare sci alpinismo, ancora con la tavola per ora!
Dato che ero fermo da tanto e solo ho scelto i Laghi di Suretta, posto che conosco e per me sicuro.
La giornata era abbastanza bella e la neve anche, peccato che fuori dal bosco ci fosse un vento molto forte (solita incomprensione tra me e il meteo svizzero).
Il vento era talmente forte da aver cancellato la traccia, per cui da li in su mi son dovuto battere la traccia tutto solo soletto. Vento che spero abbia cancellato anche la mia cosi nessuno mi insulterà seguendola...
Salendo mi sono fermato prima dei pianori che portano ai Laghi veri e propri che tanto era inutile andare fino li.
Discesa corta ma divertente con neve più ventata che fresca sopra e accettabile nel bosco, anche se ogni tanto un po troppo ghiacciata.

Qui qualche foto:






mercoledì, aprile 6

BIVACCO SURETTA

Sabato mattina mi alzo e faccio tutto talmente di corsa che arrivo, per forse la prima volta in vita mia, in anticipo all'appuntamento che volevo fare bella figura! Dopo aver atteso che il socio si svegliasse si parte, si caricano gli altri, si smonta un po la macchina e si va.
Il Suretta è in zona passo Splugen e noi avevamo deciso di tentarlo passando per il lago omonimo e non dal versante elvetico. Motivo per cui risaliamo la Val Chiavenna fin quasi a Madesimo per poi dirigerci verso il passo e parcheggiare poco dopo la diga.
Già dal parcheggio capiamo che avrebbe fatto un cazzo di caldo e che in giro ci sarebbe stata tanta gente.
Nel mentre che ci cambiamo e attacchiamo il tutto vediamo una tutina che sale sul nostro stesso itinerario e a cui tiro un paio di accidenti, causa invidia!
Iniziamo quindi a salire trovando neve su cui non è male salire. 
Alla prima salita inizio a sacramentare perchè, senza coltelli, si fa davvero fatica a salire su neve cosi rovinata ma essendo troppo pigro e cocciuto per fermarmi non li metto. Alla fine con fatica e sudore ne esco senza coltelli!
Scelta che poi è stata piuttosto stupida visto che son costretto a metterli 5 minuti dopo al primo canale e a non toglierli più fino alla fine.
Son costretto a metterli perchè inizia il tratto difficile in cui si trovano: canale, un traverso, seguita da una salita di traverso piuttosto rognosetti. Rognosetti non perchè cosi difficili ma perchè fatti su neve molto dura e rovinati, con l'aggiunta dell'esposizione che in caso di scivolata avrebbe fatto arrivare diretti alla macchina.
Nel mentre son li che impreco in questo tratto arriva la tutina di prima che aveva fatto in tempo a salire circa metà gita, scendere e risalire fino a li. Il brutto è stato che parlandoci ha anche detto che pero ora non va più come una volta, per poi andare in cima. E uno non li deve odiare!
Salendo la neve si è scaldata, le gambe si son fatte molli come la  neve e quindi quando mi propongono di andare "solo" al bivacco e non in cima son ben felice di dire si!
Al bivacco facciamo in tempo a rifocillarsi, cambiarci, far due foto e poi vediamo chi aveva tentato la cima scendere prima del previsto motivo per cui ci attacchiamo tutto e iniziamo la discesa.
La discesa abbiamo fatta su neve strana un po mollacciona ed un po no tanto che tutt'ora non so ben dire quanto mi sai piaciuta! 
Sicuramente la voglio riprovare per arrivare in cima e per vederla con altra neve!
Al solito ecco qualche foto:









Grazie a: Foppa, Giamo e Shottolo a cui mi sono aggregato e che non mi han seminato nel tentare il Suretta o (Surettehorn per gli svizzeri).

venerdì, marzo 18

ALPE FONTANEY

Le previsioni non erano buone ed infatti la realtà non lo è stato!
Giovedi l'idea era il Col Chaleby, sapendo che avrei dovuto valutare strada facendo se era fattibile oppure no.
Alla fine come pensavo non era fattibile per me.
Non era fattibile perchè ero da solo e perchè già sui dossi prima dell'alpe di Fontaney sentivo dei rumori non troppo simpatici dalla neve (e scendendo ho sentito rumori di valanga davvero paurosi) . Neve che era pessima: circa un 30cm di una cosa pesante e bagnata.
Arrivato all'Alpe di Fontaney battendomi la traccia per tutti i 400m ho deciso di fermarmi, godermi il paesaggio e vedere se arrivava un qualcun'altro con cui salire al colle ma dopo un quarto d'ora non è arrivato nessuno e ho deciso di scendere.
Il motivo per cui aspettavo qualcuno è che il punto critico della gita è il traverso dopo l'alpe, dove già l'anno scorso mi si era staccato un qualcosa....
In ogni caso sono stracontento delle prestazioni della mia splitboard nel tracciamento e mi sento pirla perchè c'era un paesaggio stupendo e la mia macchina fotografica era sul mobile di fianco alla tv!

martedì, febbraio 1

ZONA LAGHI DI SURETTA


Sabato volevo fare un giro da qualche parte ma non sapevo dove: perché ero solo, perché il meteo non incoraggiava e perché  l'unica proposta seria che mi era stata fatta mi avrebbe portato troppo lontano!
Decido quindi per il Mittaghorn zona Splugen, visto che già lo avevo fatto e che la settimana prima in zona c'era neve.
Arrivato in zona il tempo era bello nuvoloso ma non faceva freddo quindi decido di salire, anche perché vedo un paio di gruppi da tre persone precedermi.
Salendo dopo 5 minuti sono stato obbligato a mettere i rampant per passare il ripido e fitto bosco dove o c'era ghiaccio o c'era terra, cosa che mi ha costretto a fare un tratto con tavola in spalla.
Finito questo tratto il terreno spianava un poco e il bosco si faceva più rado, in compenso iniziava a nevicare come da foto:

Uscito del tutto dal bosco ha iniziato a spirare un po di vento, che un attimo diventava un vento molto forte e fastidioso, come da foto:

Il vento era tanto fastidioso che appena sotto il piano che porta ai laghetti ho deciso di cercare un posto riparato dove sistemarmi per la discesa. Salire infatti non mi sarebbe servito a nulla se non poi a trovarmi su di un piano in cui zampettare per arrivare alla discesa.
Ovviamente la mia decisione è coincisa con un aumento dell'intensità del vento ed alla impossibilità di trovare un riparo decente oltre questo:

Mi sono sistemato alla meno peggio e buttato le cose nello zaino un po tanto male pur di iniziare a scendere. Nel mentre vedo che anche i 3 che mi precedevano iniziavano la discesa, il che vuol dire che anche sopra non erano nulla di che le condizioni.
Ho iniziato la discesa vedendo poco (causa vento e neve) e trovando della pura crosta marmorea ghiacciata e quindi ho iniziato a imprecare pensando a quanto poco divertente sarebbe stata la discesa. 
Ero talmente preso dagli infausti presagi da non accorgermi che la neve sotto la tavola stava cambiando. Me ne sono accorto solo perché ho visto cadere una cornicetta, parola grossa per dire che ho fatto cadere da un metro un po di neve su un piano. Tempo di rendermi conto del cambiamento, 2 minuti dalla partenza, ed è calato anche il vento al che mi sono fermato e sistemato un po meglio (allaccio bene scarponi, sistemo rampant, macchina fotografica ecc.).
Ripartito il vento scompare e la neve diventa davvero bella, cioè cosi:

(la mia è quella a destra).
Sono arrivato al bosco tutto esaltato ed ho avuto una delusione infatti da li in poi sono stato costretto a seguire un sentiero stretto, battuto e ghiacciato salvo ogni tanto poter tagliare in mezzo al bosco seguendo delle tracce che mi hanno portano su sprazzi di neve fresca e divertente (qui devo ringraziare chi ha fatto quelle tracce).
Non è stata una bella gita, ma non tutto è da buttare della giornata.
Alla fine mi rimane il dubbio di dove siano finiti i tre che ho visto scendere prima di me visto che non li ho più incontrati e che la loro macchina era ancora li!

giovedì, dicembre 9

MONTE CAZZOLA

Il sottotitolo della gita di martedì potrebbe essere basta crederci.
Martedì siamo partiti con cielo coperto e una pioggerellina insistente definita "fina folta e bastarda" da mio cugino. Tempo che è rimasto per quasi tutto il viaggio.
Arrivati in prossimità della meta si è iniziato a vedere il sole dietro le montagne, ed effetti a Devero c'era poi il sole.

Sole che non aveva comunque sciolto la neve sulla strada motivo per cui ho dovuto montare le catene o non sarei salito. Montando le catene ho dato un ottimo esempio del mio orgoglio maschile rifiutando l'aiuto di una ragazza (anche loro le stavano montando) che me l'offriva sfoggiando una faccia piuttosto scocciata e scioccata dalla richiesta.

In ogni caso arrivati a Devero come detto c'era il sole e non c'era nessuno! Oltre alle ragazze di cui sopra non c'era nessun altro ma tanta (20/30cm) di neve fresca.

Iniziamo la salita al Monte Cazzola io con la split (Fede con ciaspole) e tutto fila liscio e lo spettacolo era fantastico. In un paio d'ore arrivo in cima, Fede si ferma un po prima.
Mentre salivamo dalla piana si stavano alzando delle nuvole. Nuvole che mi hanno rotto le scatole nel tratto più bello e più sciabile. Rottura di scatole che è consistita in cadute, sbaglio di strada  e successivo ravanamento vario ed eventuale per tornare sulla retta via.
Per il resto tutto tranquillo e molto divertente.

Qui qualche foto:













PS
in questo post dello scorso anno, avevo definito questo percorso come la salita al Lago Nero sbagliandomi.