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lunedì, dicembre 20

PRIVALIA - UNA CATTIVA ESPERIENZA

Io compro online da tanto tempo, ho comprato un ovunque in Italia, all'estero, su eBay, sui forum e senza problemi fino ad oggi. Poi mi sono imbattuto in Privalia.
Privalia che cercando con Google tra i risultati si trova subito nella prima pagina un post di un blog dove ci sono non pochi commenti negativi sul servizio ma datati.
Per vari motivi io pero tendo sempre a fidarmi e quindi penso che quelle siano cose vecchie e che un po di sfiga può capitare a tutti.
Decido quindi a metà novembre di comprare un regalo di natale su Privalia (ed in contemporanea un altro sito  suo competitors) risultato ad oggi non ho ricevuto nulla da Privalia.
Il problema è che non solo non ho ricevuto nulla ma mi sembra mi prendano in giro.
Non vedendo arrivare l'oggetto nei tempi previsti ho scritto al loro customer care (sul sito non hanno un numero verde ne un operatore con chat online), ed ho avuto una risposta automatica che mi dice avrai risposta in 48 ore e poi nulla, nel senso non ho ricevuto nessuna risposta.
Oggi ho quindi riscritto un po seccato e la loro risposta,riassumendo, è stata che: 
hanno provato a consegnare l'oggetto per 10giorni ma non ci sono riusciti, che lo stesso è rientrato nei loro magazzini e che mi hanno rimborsato già tutto salvo le spese di trasporto.
Io ho riscritto facendogli notare che:
- la consegna era in un ufficio quindi non poteva non esserci nessuno
- che non si sono mai fatti vivi con me per avvisarmi dei problemi
- di rimborsi io non ne ho visti e su paypal la transazione è immediata
Oltre questo per esperienza so che nel caso un corriere non trovi a chi recapitare la merce lascia un avviso di giacenza.

Per la cronaca l'altro regalo mi è arrivato nei tempi e quando ho scritto a loro mi hanno risposto nel giro di 12 ore. Motivo per cui da loro (saldiprivati) comprero ancora da Privalia non so.
Per correttezza devo dire che anche Federica ha fatto degli acquisti su Privalia tempo fa e non ha avuto nessun problema.

Il post sopra l'ho scritto venerdi ed ho aspettato a pubblicarlo attendendo notizia da Privalia, a tutti capita di sbagliare, ed infatti stamattina ho ricevuto una loro mail.
Nella mail mi dicono che ad ogni fallimento nel tentativo di consegnano loro avvisano con una mail  e che inviano una mail anche alla partenza del periodo di giacenza, sarà ma di mail non ne ho ricevuta nessuna.

giovedì, dicembre 16

LAVANDERMAN

Lo scorso fine settimana siamo stati a Fiume a trovare Marja, una amica di Fede croata.
L’occassione è stata la proiezione del film su “Lavanderman” ad un festival del fumetto.
“Lavanderman” (aka Boris Bunciga) è un supereroe croato che vive sull’isola di Hvar ed il cui biografo (cosi dice lui) è il compagno di Marja. Lavanderman come tipo pero è piu un Lando che un Superman.
Sinteticamente la trama del film è un’intervista/reportage sulla vita di Lavanderman, personaggio che è il sunto di tutti i difetti dei croati (ma un po di tutti).
La cosa davvero interessante del film è che pur essendo una produzione indipendente, molto a basso budget ed autofinanziata ha coinvolto tanti personaggi croati famosi (ed è anche la sua pecca perchè io non conoscendoli non è che abbia capito molto i loro interventi) ed è davvero ben fatto.
La cosa strana di tutto il fine settimana è stato che tutto il cast del film era convinto (e penso qualcuno lo sia tutt’ora) che noi eravamo li per vedere il film e non perchè Fiume fosse un buon compremesso tra Milano e Zagabria....
Io dico Fiume, ma non penso che ai croati non faccia molto piacere infatti tutti quelli con cui ho parlato conoscono bene la loro storia, ci tengono a raccontartela (con mia grossa invidia) e ne sono orgogliosi.
Il momento di imbarazzo però l’ho avuto il sabato mattina quando loro aprendo il giornale hanno letto che il loro ex-Primo Ministro era stato arrestato e subito dopo mi chiedevano conto della situazione italiana dicendomi che avevano appena visto Videocracy, e sgnignazzando un po.

Un consiglio se correte a Fiume evitate i gradini che portano al Castello perchè sono  davvero davvero tanti, tagliano le gambe e una volta imboccata la scalinata in pratica non c’è modo di uscirne fino alla fine.

giovedì, dicembre 9

MONTE CAZZOLA

Il sottotitolo della gita di martedì potrebbe essere basta crederci.
Martedì siamo partiti con cielo coperto e una pioggerellina insistente definita "fina folta e bastarda" da mio cugino. Tempo che è rimasto per quasi tutto il viaggio.
Arrivati in prossimità della meta si è iniziato a vedere il sole dietro le montagne, ed effetti a Devero c'era poi il sole.

Sole che non aveva comunque sciolto la neve sulla strada motivo per cui ho dovuto montare le catene o non sarei salito. Montando le catene ho dato un ottimo esempio del mio orgoglio maschile rifiutando l'aiuto di una ragazza (anche loro le stavano montando) che me l'offriva sfoggiando una faccia piuttosto scocciata e scioccata dalla richiesta.

In ogni caso arrivati a Devero come detto c'era il sole e non c'era nessuno! Oltre alle ragazze di cui sopra non c'era nessun altro ma tanta (20/30cm) di neve fresca.

Iniziamo la salita al Monte Cazzola io con la split (Fede con ciaspole) e tutto fila liscio e lo spettacolo era fantastico. In un paio d'ore arrivo in cima, Fede si ferma un po prima.
Mentre salivamo dalla piana si stavano alzando delle nuvole. Nuvole che mi hanno rotto le scatole nel tratto più bello e più sciabile. Rottura di scatole che è consistita in cadute, sbaglio di strada  e successivo ravanamento vario ed eventuale per tornare sulla retta via.
Per il resto tutto tranquillo e molto divertente.

Qui qualche foto:













PS
in questo post dello scorso anno, avevo definito questo percorso come la salita al Lago Nero sbagliandomi.

martedì, novembre 30

PRIMA USCITA STAGIONE 2010-2011

Sabato finalmente ho fatto la prima uscita della stagione invernale 2010-2011.
La meta è stata Punta Leretta, che è diventata il piano C non programmato ma ben riuscito.
Il piano A è saltato a causa di una strada chiusa per pericolo valanghe mentre il B è saltato per tempo pessimo!
In ogni caso la prima uscita seppur fatta su un percorso noto è stata tutta una novità. Novità tutte a livello dei materiali. Da quest'anno infatti ho una nuova tavola (in realtà 2) una fantastica Burton S-Series da 168cm e nuovi scarponi Bonfire. 
La tavola è una splitboard e non mi ha fatto per nulla rimpiangere le ciaspole, anche se salendo ho dovuto ogni tanto tribolare (aka sacramentare) e devo ancora impare un po di cose.
Qui una qualche foto fatta da Fede:






giovedì, novembre 25

LUMINARIE DI NATALE

La premessa al post è che ultimamente causa tempo infame ed altro passo troppo a Milano quindi girandoci mi incazzo e mi lamento!
L’ultima, inutile, polemica cittadina riguarda le luminarie di natale di via padova.
Il tutto è nato dalla trovata del comune di spostare le luminarie auguranti buone feste in varie lingue straniere da via padova per metterle in viale forlanini e sostituendole con scritte in italiano. Da qui è nata una polemica tra opposizione e maggioranza.
I primi rimproverano ai secondi che cosi facendo non aiutano l’integrazione in una zona ad alta densità di stranieri gli altri a difendere l’italianità della via e aggiungendo che cosi evitano il crearsi di ghetti.
Minchia ma con tutti i cazzo di problemi che ci sono a Milano, c’è davvero bisogno di discutere di queste cose? Davvero i residenti non italiani di via padova si sentiranno più o meno ben accetti in base alle luminarie? E chi è italiano e li ci vive davvero si sentirà meglio leggendo scritte in italiano?
In ogni caso ora sembra che forse le rimettono, ma aggiungendo gli auguri in italiano.

Nel caso quelli dell’opposizione volessero fare polemica sulle luminarie con il comune forse un bersaglio più facile sarebbero quelle in via lorenteggio.
In quella via infatti il tema sono le frasi di Mike Bongiorno (grande personaggio) per cui come luci di natale uno può leggere cose del tipo: “la uno”, “la due”, “o la treee” o “lascia o raddoppia”.
Anche se la chicca del buon gusto è la seguente successioni di frasi: “Ahi Ahi Signora Longari”, “mi è caduta sull’” e per finire la frase la figura di un uccello.
Questa è una cosa di pessimo, cattivo gusto che non c’entra nulla con il natale (festa cristiana) e che a me ha dato fastidio! (forse che l’opposizione non ci bazzica in lorenteggio?).
Qui manca anche la Curia che si incazza per quello che succede in Duomo ma poi se ne frega del resto della città!

Un altro motivo per far polemica, ma con la regione potrebbe essere questa scritta:


pagata anche con i miei soldi e su cui non si può essere non d’accordo, ma forse una frase più felice esi poteva trovare e leggendo la quale la risposta che mi viene è “discutiamone!”

martedì, novembre 23

OGNI TANTO MI DISTRAGGO

Ogni tanto mi distraggo e mi dimenticato di vivere a Milano.
Durante questi momenti di distrazione dimentico che Milano è una cittadina provinciale italiana piuttosto poco confortevole nei servizi pubblici.
Motivo per cui mi sobbarco ogni volta delle gran perdite di tempo o disagi che penso siano inesistenti in molte altre città del mondo un minimo piu sensate.
L’ultima distrazione è successa venerdi sera.
Serata nella quale a causa del tempo non siamo potuti uscire in bicicletta e dovendo andare in una zona non proprio vicina a casa ma ben servita dalla metropolitana abbiamo scelto questa.
Il motivo era una degustazione di formaggi (bergamaschi) dell’Onaf (in pratica l’associazione dei sommelier del formaggio) con abbinati dei vini bergamaschi.
Finito l’evento siamo andati a mangiare un qualcosa e alle ore 12.15am (circa) eravamo ad una fermata della metropolitana, linea rossa. Arrivati li abbiamo scoperto che gli unici treni rimasti andava in direzione opposta a quella che ci serviva.
Non ci siamo crucciati della cosa e ci siamo diretti ad una fermata delle verde (che tra l’altro era la linea che ci serviva) che era li a 5 minuti.
Arrivati alla fermata tutti gli accessi dal nostro lato del piazzale erano chiusi e diregendoci a quello che avrebbe dovuto essere aperto scopriamo che anche quello era chiuso perchè non c’erano piu treni, e si erano fatte le 12.35am (stando larghi).
Al che abbiamo accompagnato per un pezzo verso casa una nostra amica e deciso di tornare con i mezzi pubblici. Scelta non fatta per taccagneria ma perchè taxi in giro non se ne vedano nemmeno ai loro parcheggi e di buttare un altra mezz’ora in attesa non avevamo voglia.
Quindi prendiamo un autobus per andare in direzione casa sapendo che avremmo dovuto cambiare poco dopo. Ovviamente il primo autobus lo prendiamo senza problemi ma la coincidenza la perdiamo! Ci passa proprio davanti ed era l’ultimo.
Al che per andare a casa abbiamo dovuto camminare per un quarto d’ora arrivando a casa alla 1.30am su per giu.
Ora io dico ma una città che si vuole definire di caratura mondiale, che dice di voler favorire il trasposto pubblico rispetto a quello privato come cazzo è possibile che non si doti dei mezzi per far muovere la gente la sera?
Non dico di avere i mezzi attivi tutta la notte ma la una circa è: la fine del secondo spettacolo al cinema, l’orario di ritorno per chi va a teatro e poi a mangiare un qualcosa, di una cena un po lunga e a volte anche di chi torna dal lavoro.
Magari se ci fossero dei mezzi sicuri (non nel senso di incolumità fisica ma nel senso di che passano) uno li prenderebbe anche.


La distrazione poi finisce del tutto quanto poi capisco che stanno tornando di moda i karaoke!!

mercoledì, novembre 17

DUE COSE CHE MI HAN COLPITO

Nel fine settimana, più o meno, ci sono stato un paio di eventi che mi hanno davvero fatto pensare: ma dove cazzo vivo!  I due fatti sono successi uno in treno e l’altro è in realtà un titolo di giornale.

Il fatto sul treno è accaduto sulle Ferrovie Nord Milano (aka FNM) ed è questo: all’arrivo del controllore un ragazzo dichiara al controllore che non ha il biglietto in quanto alla stazione di partenza non avevano da cambiargli i soldi (50euro) e quindi non ha potuto fare il biglietto.
Il controllore, giustamente non gli fa una multa, ma è partito con una filippica dicendogli perle di saggezze del tipo: “si ma lei ha preso lo stesso il treno...” (nella sua testa infatti non avrebbe dovuto prenderlo), “la stazione non è una banca che cambia i soldi..” (io mai andato a cambiare un 50euro in banca) e “per un po hanno il resto ma poi lo finiscono...”.
Non contento ha continuato a blaterare anche mentre il ragazzo (ed io) scendevamo dicendo anche che “quando si fa il biglietto si devono avere i soldi giusti perchè in stazione non sono obbligati ad avere il resto è la legge che lo stabilisce! e la legge è del 1870! Non è colpa nostra...”, frase che gli è valso uno sguardo di commiserazione da parte di tutti i passeggeri...
Ora se la legge è una cosa vera o no io non lo so, ma questa storia dei soldi giusti la sento da sempre quindi penso che sia una triste realtà.
Facendo che la legge esista ma è mai possibile che nel 2010 chiunque eroghi un servizio pubblico statale (o para statale) non si renda conto che le persone che usano i mezzi (in questo caso) sono chi gli da lo stipendio (in forma di tasse o biglietti) e che quantomeno non andrebbero trattati come degli stronzi. Non è cosi difficile pensare ad un servizio che aiuti a spendere i soldi, avere il resto non penso comporti arresto o altre conseguenze per chi vende i biglietti.
Possibile che nessuno in queste aziende sappia che esiste il marketing da un qualche decennio e che una delle regole è l’attenzione al cliente?
Ora non chiedo che l’attenzione sia cosi forte da causare incidenti nel caso di ritardi come in Giappone ma minchia avere il cambio di 50 euro in stazione direi che sia il minimo.
In verità un’idea di marketing alle FNM una decina di anni fa l’hanno avuto ed è stata l’introduzione del bibitaro sui treni pendolari. Idea abortita penso in un mese dato che sui treni in genere non ci si muove da sempre.
(la speranza pero mi risorge leggendo questo)

L’altro fatto è stato leggere questo titolo sul Corriere:
“La nostalgia di Parigi per la movida perduta” (e il problema non è che movida non è francese)
e pensare che su Milano in genere si leggono questi titoli:
“Movida, rumore due volte oltre i limiti”
“Movida tra affari e disagi «Presto un numero chiuso»”

L'articolo su Parigi racconta solo che li, come ovunque, ci sono persone che chiedono una città più viva la sera e che vogliono il diritto di far baldoria da una parte e dall’altra alcuni che sono contrari.
La cosa che li accade e qui no è che il sindaco prende le due parti e parla con entrambe per capire la soluzione, niente di strano ma qui impensabile. Anche perchè li le firme le raccolgo anche pro vita notturna e non solo contro la vita notturna. (per la cronaca io un locale piuttosto attivo l'ho davanti la finestra di casa quindi posso parlare)
Non si puo dire che la differenza sia dovuta al fatto che Parigi ed il suo circondario siano un posto tranquillo e senza problemi, forse l'unica differenza è che li non si ragiona ( o sembra) solo in termine di repressione e capiscano anche che una città per crescere deve crescere tutta. 
Ora quali delle due sia considerata più bella, vivibile, allegra e a portata d’uomo non lo so! ma io di storie d’amore (o di sesso) a Milano ne ricordo poche poche nei film e libri.